
Aspetti meno visibili del lavoro di una mediatrice linguistica in ambito legale
Questo blog nasce dal mio lavoro quotidiano di giurista multilingue, interprete e traduttrice giurata, in un contesto in cui le parole non sono mai neutre: hanno un peso giuridico preciso, concreto e spesso decisivo.Ma nasce soprattutto dalla consapevolezza che, nel mio lavoro, ciò che conta davvero va oltre le parole.Ogni giorno mi confronto con testi giuridici, atti notarili, contratti, rogiti e interpretazioni legali.
Documenti che richiedono rigore assoluto, precisione terminologica e piena consapevolezza del contesto normativo.
Eppure, dietro ogni testo, ci sono persone reali: individui che affrontano scelte importanti, spesso in una lingua che non è la loro, all’interno di un sistema giuridico che non conoscono. È in quel momento che la traduzione cambia natura.Tradurre – e interpretare – non significa soltanto rendere un testo corretto dal punto di vista linguistico.
Significa ascoltare, cogliere esitazioni, chiarire dubbi, costruire comprensione e fiducia. Le parole diventano un ponte quando sono accompagnate da ascolto, presenza e comprensione umana.
Significa essere presenti nei momenti in cui una parola spiegata meglio, una pausa consapevole o una mediazione culturale possono fare la differenza, soprattutto in ambito legale e notarile.
“Oltre le parole” è lo spazio in cui desidero raccontare proprio questo: il lato meno visibile della traduzione e dell’interpretazione giuridica. Le dinamiche umane che non compaiono nei documenti finali, ma che accompagnano ogni trattativa, ogni atto notarile, ogni decisione rilevante.Qui non troverai casi concreti né dettagli riservati, ma riflessioni, esperienze e frammenti di una professione che vive di equilibrio costante tra precisione giuridica e sensibilità umana, spesso in collaborazione con avvocati, notai e altri professionisti.Perché le parole restano il cuore del mio lavoro.
Ma è oltre le parole che prende forma il senso più profondo di ciò che faccio.